Questo

 
Il mio amico Bill, il granmaestro di Escrima, in assenza di una definizione chiara lo chiama con un altra parola, “questo”. “Questo” tiene in considerazione solo la vittoria per Bill, e deve solo essere osservata. Io lo chiamo “questo”…
Come sono arrivato alla definizione di “questo”? Credo che sia successo lo stesso tipo di meccanismo che esiste tra una mamma ed il figlio. Qualcosa mi ha toccato nel profondo ed in qualche modo e mi ha dato un idea: Una parola, un’immagine o un movimento. “Questo” puo’ crescere a poco a poco come un seme, in modo inpercettibile.
“Questo” deve essere esercitato con i “Sette Esercizi”: L’esercizio della consapevolezza; della rilassatezza; della fisicita’; dell’ equilibrio; della sensibilita’; del tempismo e della risolutezza. Tutti gli esercizi tecnici servono solo come da materiale e “Questo” ci gioca. “Ci gioca”, qui significa che “Questo” non puo’ essere un risultato di un metodo e d’intenzione; purtroppo funziona un po’ come un investimento costante nella pubblicita’: Si deve impiegare tempo e si deve faticare in diverse altre cose, e quando c`e’ un risultato non si puo’ puntare il dito ad una causa.


Recensione
Questo mese Sigung ci propone di riflettere su qualcosa che lui, e Grandmaster Bill, chima “Questo/a”. Che cosa e’ “questo/a” ?

Sin dalle prime battute “questo/a” sembra essere un vantaggio tecnico, una caratteristica in piu’; poi Sigung inizia a dare la spiegazione della parola usando l’esempio del rapporto che c’e` tra madre e figlio. Sigung spiega “questo” come l’ aver percepito che qualcosa e’ cambiato; e’ una sensazione talemente impercettibile che puo’ essere colta solo da una persona molto vicina ma anche molto sensibile, non a caso lui usa “mamma” e “figlio”.

“Questo” ha bisogno di essere addestrato con l’esercizio. Sigung elenca sette qualita’ tecniche che contribuiscono alla realizzazione di “questo”. Tutte giocano un ruolo di pari importanza, ma senza la garanzia di un risultato garantito nel tempo; nel senso che non puoi sapere quando arrivera’ e quale di quei sette ha contribuito in modo finale.

Per farci capire come funziona, Sigung ci dice che cosa fece “questo” quando gli capito’ quella sensazione. Per diverse persone il primo mattino, o la notte, puo’ essere il momento intellettuale piu’ fecondo, quando cioe’ il cervello non e’ sottoposto allo stress del lavoro delle ore diurne e produce delle idee buone; noi dovremmo fare tesoro di esse e fermarle, scriverle per poi rielaborarle. Sigung annoto’ una idea e l’ha vista realizzata la mattina dopo; non l’ha potuta concretizzare con parole; ma l’ha potuta fermare con la consapevolezza e le ha dato un nome, seppur ridicolo perche’ non ha idea di quali altri nomi o parole utilizzare. Infatti usa “questo”. La sensazione di non dover ricorrere piu’ ne alla velocita’ ne ad un programma tecnico prestabilito per avere la meglio. Qualcosa ha fatto click.
Poi si chiede e ci chiede: perche’ ci vuole cosi’ tanto tempo? Se fosse arrivato tutto piu’ rapidamente, avrebbe avuto lo stesso risultato? Prima ci rimprovera che molti degli esercizi che facciamo sono tutta fatica sprecata: provare a raggiungere una trance; respirazione “invertita”; stato di armonia...; e poi ci dice che in realta’ non sono tempo perso ma hanno un loro valore se esercitati con le dovute misure. Intanto ci dice di concludere e difenderci; poi ci dice che la difesa personale non deve essere forzata ma deve risultare spontaneamente. Inoltre fa un’altro passo avanti, ci dice di non confondere questa maturazione con un qualcosa di mistico. Vivere tutti i giorni e sentire la vita e’ gia’ illuminazione. Se pensate che questo sia mistico, allora vi state creando delle inutili barriere mentali.

Infine Sigung ci da un minimo di spiegazione utilizzando la grammatica della lingua cinese. “Questo” in cinese antico veniva reso anche con zhi che non ha valore semantico ma logico.

Lasciatemi conlcudere con due osservazioni: una sul contenuto dell’editoriale ed una sul modo di scrivere di Sigung.

L’autore, nel testo originale tedesco, presenta una sua riflessione su una sensazione a cui deve dare un nome; Sigung la esprima a parole usando una parola neutra es, oltre a spiegare tutte le altre implicazioni filosofiche collegate con quell’esperienza. Questa riflessione e’ “facilitata” (scritto da virgolette perche’ non e’ facile per niente) dal nominare a parole un idea o un concetto astratto difficile da definire proprio perche’ astratto; Sigung la definisce in Tedesco, poi la riporta in Inglese citando Master Bill, infine la ritrova gia’ definita in Cinese usando una parola (o meglio una particella) comune in Cinese antico.
Quando ho tradotto le tre parole usate per la definizione mi e’ parso interessante notare che in quelle tre lingue c`e’ la presenza di una parola neutra, “impersonale”, che favorisce questo compito ingrato. In Italiano non c`e’ una parola corrispondente per tradurre es, it o zhi; quindi quando ho dovuto tradurla ho scelto questo, un aggettivo dimostrativo al posto di un pronome personale, perche’ mi sembrava, e mi sembra ancora, la migliore soluzione per un compito simile.
Inoltre ero indeciso tra questo e quello e cio`; ma tra i tre il primo e’ piu’ adatto a descrivere delle idee e suona anche meglio Forse cio` e’ il meno personale, ma non descrive l’idea in questo contesto. Se tra i lettori di questa recensione ci fosse un linguista specializzato, chiederei di proporre una soluzione migliore e di spiegare il perche’ in Tedesco, Inglese e Cinese la troviamo e non in Italiano.

Se avessi dovuto tradurre letteralmente questo testo, vi sareste messi a ridere dopo due minuti. Infatti la lingua tedesca presenta delle costruzioni piuttosto difficili con delle frasi dentro altre frasi con senso finito.
Inoltre Sigung, spesso, scrive in un modo filosofico, diffcile da capire; quindi ho dovuto riscrivere piu’ di una volta il testo per farlo diventare scorrevole e facile da capire.

Vi chiederei di scrivere una email alla fine della lettura a TommasoGianni@hotmail.com per dirmi che cosa ne pensate e se aveste dei suggerimenti da dare.TGianni
TommasoGianni@yahoo.co.uk
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